Home restaurant: come aprirlo? Ce lo racconta il giornalista Michele Ruschioni

 

 

ruschioni

Michele Ruschioni è un giornalista, addetto stampa e direttore della testata on line Noiroma.tv. Tra i suoi interessi, la cucina.
Ama dilettarsi davanti ai fornelli, soprattutto davanti a dei carboni ardenti. Non appena ha un attimo imbandisce libero la tavola per deliziare gli amici con i piaceri del barbecue.
Ha aperto il blog “Braciami ancora” ed ha concretizzato il suo hobby con un Home restaurant. In questa intervista ci racconta i vantaggi e gli svantaggi di questa attività proficua e allo stesso tempo priva di costi elevati che potrebbe davvero dare una svolta al mondo del lavoro in tempi di crisi.

Hai aperto il tuo primo Home restaurant. Raccontaci com’è nata l’idea e a chi consiglieresti di aprirlo.

L’idea mi è nata studiando in questi anni il mondo della ristorazione e dell’enogastronomia in generale, intervistando centinaia di addetti ai lavori e finendo per qualche mese nella cucina di un ristorante per capire i meccanismi da dentro. A Roma, dove sono nato e vivo e ho avviato questa attività, si trova di tutto tranne la possibilità di cenare a casa di un romano. Inoltre, lavorando con i turisti da molti anni visto che i miei genitori gestiscono un bed and breakfast nel centro, ho scoperto che loro adorano respirare il mood romano. In casa, perchè l’home restaurant lo si può organizzare solo in casa propria, trovano quella genuinità e quel rapporto impossibile da replicare in un ristorante classico. Consiglio di aprirlo a chi ha tempo da dedicare a questa attività, a chi ha una casa grande e sopratutto a chi ama condividere la passione per la cucina. Per me far conoscere ai turisti la cultura delle cucina romana, certi sapori e certi aneddoti è un modo per contribuire a rendere diversa la loro esperienza in città. Io infatti preparo soprattutto piatti romani e legati alla tradizione laziale.

Cos’ha in più un Home restaurant che un ristorante normale non può offrirci? Quali sono i vantaggi?

I miei ospiti apprezzano l’atmosfera che si respira e poi sanno che nel piatto troveranno gli stessi spaghetti e lo stesso abbacchio che mangio anche io. Materie prime di qualità e cucina espressa. Insomma, all’home restaurant non si ricevono fregature. Anche perchè serve la prenotazione e i fornelli si accendono solo quando si sa che ci saranno ospiti. Quindi solo cibi freschi. Tra i vantaggi ci metto anche il prezzo: competitissimo. Con 20 euro si ha tutto: dall’antipasto, al dolce, vino e limoncello compreso. Ripeto: non si dà avvio ad un home restaurant per arricchirsi, ma per condividere la gioia e la tradizione della cucina romana.


Ci racconti come è organizzato e se servono trafile burocratiche per aprirlo?

Non è considerata attività commerciale fino a che non si supera una certa soglia di incasso quindi per aprirlo basta aprire le porte di casa propria. Hai presente quando inviti quattro o sei amici a cena? Ecco, la filosofia è la stessa. E l’organizzazione la medesima. Nessuno vuole rifilare fregature agli amici, stessa storia all’Home Restaurant, ho dovuto solo comprare delle pentole e dei mestoli più capienti.

Stai portando avanti una battaglia personale contro Tripadvisor. Ce ne vuoi parlare?

Più che una battaglia “contro” la mia va considerata una battaglia a favore di chi fa recensioni serie. C’è troppa gente che dietro l’anonimato e dei fake scrive delle recensioni assurde e inventate. Quindi evidenziamo in maniera provocatoria le falle macroscopiche di TripAdvisor. Abbiamo recensito un ristorante, molto buono, e tra i piatti che abbiamo consigliato abbiamo messo “la frittata di uova di gallo”, in un altro consigliato “il filetto di sirena”. Cose inventate, simpatiche ma assurde e dopo qualche ora le recensioni erano on line. Troppo facile per gli imbroglioni e troppo comodo per TripAdvisor pubblicare tutto. Devono alzare l’asticella del controllo.



Da qualche tempo, oltre al tuo lavoro da giornalista ed ufficio stampa, porti avanti il tuo blog “Braciami ancora” e la tua passione per la brace. Com’è nato?

Spesso per scherzare dico che quando si accende la brace le donne spariscono tanto il fumo che si alza. E così il campo rimane libero e per uno come me che ama gestire i fuochi è la situazione perfetta. La cucina alla brace è primitiva, maschia, rude e ci rimanda ai nostri antenati ma è solo apparentemente semplice. C’è un mondo dietro di ricerca, contaminazioni e sperimentazioni. Per me stare di fronte alla brace è la cosa più bella, naturale e rilassante del mondo. Ah, dimenticavo: siete tutti invitati!

3 thoughts on “Home restaurant: come aprirlo? Ce lo racconta il giornalista Michele Ruschioni

  1. Carlo Fornari
    12 novembre 2014 at 00:46

    Fino ad oggi non conoscevo la “parola” Home Restaurant.
    La mia Famiglia ed io veniamo accolti sull’uscio di casa da un sorridente
    cameriere con il grembiule rosso con sopra disegnato un toro spagnolo!
    Ci fa entrare, ci presenta la sua deliziosa compagna e amica dei fornelli e………..
    …………. ma ci ha portato a mangiare a casa??????
    abbiamo avuto la possibilità di conoscere un modo ormai scomparso di mangiare.
    Quarant’anni fa potevi trovare realtà casalinghe dove gustare fettuccine fatte con le uova, quelle vere!
    Mangiare il tiramisù di tua madre. Sentirti veramente a casa!
    Grazie Daniela, grazie Michele.
    Carlo. Leonessa

  2. Francesca Tomassetti
    9 dicembre 2014 at 22:28

    In linea teorica l’apertura di un home restaurant è molto carino però bisognerebbe rispettare tutte quelle che sono le norme per aprire un ristorante ‘normale’ sopratutto nel momento in cui si paga e quindi si parla di attività commerciale dove avviene la somministrazione e ci vogliono tutti i requisiti previsti dalla normativa, a partire dalla canna fumaria alla tracciabilitá degli alimenti, all’applicazione del manuale HACCP e tutto questo a tutela dei clienti, a tutto ciò fa seguito anche la normativa fiscale e del lavoro
    Quindi la giusta burocrazia c’è
    Buon lavoro
    Francesca Tomassetti

  3. 2 febbraio 2015 at 10:27

    ciao michele sono uno chef e vorrei farlo pure io ..vivo a dorgali (sardegna) sai mi hai dato proprio un idea ho uno scantinato spazioso ed elegante,ho letto tt i requisiti come articolo 1 comma 100, della legge finanziaria 2008 n 244 che regola il lavoro domestico ..ciao michele.

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